Nota: Per Financial Repression si intendono le varie misure prese dai governi per canalizzare i capitali verso se stessi.
Immagina di essere un giocatore di Monopoli. Tu rispetti rigorosamente le regole, mentre il tuo avversario, che al tempo stesso gestisce la banca, no.
Compra continuamente nuove caselle. Se non gli piace il risultato del dado, semplicemente lo cambia a suo piacere. Si prende tutti i soldi che vuole direttamente dalla banca. Ogni volta che le regole non gli vanno bene, le modifica arbitrariamente a proprio favore.
Ah, e odia perdere. Piuttosto che ammettere la sconfitta, darebbe prima fuoco al tavolo.
Smetti di immaginare. Questa è la situazione vera in cui operano i mercati finanziari. Giochi contro le banche centrali di tutto il mondo.
Da qualche tempo il Financial Times ha iniziato a pubblicare una serie di articoli malauguratamente intitolata "Collateral Damage" che tratta i meriti e i demeriti del sistema a banche centrali. Solo un contributor, Ron Paul, ha sfidato lo status quo:
“[W]hile socialism and centralised economic planning have largely been rejected by free- market economists, the myth persists that central banks are a necessary component of market economies.”
Tutti gli altri hanno cercato di difendere l'idea della banca centrale come elemento necessario del sistema.. opinione che sembra essere categoricamente abbracciata dalla maggioranza delle persone. Scorrendo i commenti all'articolo del Dr. Paul, per esempio ho trovato questo:
“The problem with blindly accepting Dr Paul’s diagnosis is that he lacks the necessary qualifications to make a diagnosis. Would you trust a medical diagnosis made by Ben Bernanke, Mario Draghi or Mervyn King ?”
No, non ci crederei. Ma non credo neanche a diagnosi economiche di nessuna delle persone elencate. Dati alla mano, perché qualcuno dovrebbe creder loro?
Sbarazzarsi delle banche centrali (non accadrà presto, siamo realistici) avrebbe molti effetti.
Innanzitutto, significherebbe costringere le banche commerciali e d'investimento insolventi a fallire come è logico che sia, al posto di continuare a succhiare il sangue dei contribuenti all'infinito.
Come esempio, per evitare che che qualcuno guardi ai 2 miliardi di dollari di perdite annunciate da JP Morgan come comparativamente insignificanti, dovrebbero essere viste nel contesto dell'esposizione totale in derivati della banca, mostrata graficamente qui sotto.
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| Esposizione totale della JP Morgan Chase espressa in torri da 1 trilione di dollari l'una. Source: Demonocracy |
L'esposizione totale di JP Morgan in derivati ammonta a 70.1 trilioni (70 mila miliardi), cioè più o meno il valore dell'economia del mondo intero. [..]
Secondo, eliminare le banche centrali significherebbe costringere i governi a far quadrare i propri bilanci, in quanto non potrebbero più monetizzare il debito grazie all'aiuto dei banchieri centrali.
Terzo, i prezzi tornerebbero ad essere determinati dal mercato, e non da economisti non eletti al servizio degli interessi di banchieri privati e politici.
Dal momento che un cambiamento del genere non avverrà nel prossimo futuro, molti manager d'investimento si accontentano di abbracciare il sistema e di continuare a giocare con le carte che hanno ricevuto.
Per fare un esempio, il FT ha riportato che, l'anno scorso, i fondi pensioni statunitensi per la prima volta hanno investito più soldi nelle obbligazioni che nel mercato azionario.
Come molti investitori, questi manager di fondi sbagliano e sottostimano i rischi che stanno correndo e sembrano aver accetto la convenzione secondo cui niente possa andare storto finché i banchieri centrali sono al potere.
Con i rendimenti dei Treasury così bassi, è improbabile che tutto ciò finirà bene. Il grafico sottostante mostra l'impatto sugli investitori che acquistarono i British Gilts durante la stagflazione che la Gran Bretagna soffrì durante gli anni '70.
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| Source: Frontier Investment Management |
Gli investitori che comprarono Gilts nel 1973 dovettero aspettare 12 anni per avere un ritorno positivo sul loro investimento.
Ed è esattamente il tipo di "financial repression" che dobbiamo aspettarci sotto l'attuale sistema controllato dall'elite politica e banchieri centrali.
Tim Price
Director of Investment
PFP Wealth Management


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