19 aprile 2012

L'ASPETTO PIU' TRASCURATO DELLA CRISI FINANZIARIA


Un ingegnere, un biologo ed un economista sono arenati in un'isola deserta. Dopo qualche giorno senza cibo stanno per morire di fame. Ad un certo punto, trovano un barattolo di fagioli.

Per qualche minuto pensano a come usarlo per nutrirsi.

L'ingegnere parla per primo, "Potremmo colpire il barattolo con una pietra finché non si apre".
Il biologo ribatte, "Potremmo invece mettere il barattolo in acqua di mare e aspettarne l'erosione". Infine interviene l'economista, "Scusate, semplicemente assumiamo di avere un apri-scatole".

Lo so, non è la barzelletta più bella del mondo. Ma contiene una grande verità.

Per esempio, la teoria economica mainstream suppone che l'economia debba raggiungere un'equilibrio stabile; tutto ciò che è richiesto ai nostri leader monetari illuminati, ci viene detto, è una leggera spinta sulla leva di questo o quello strumento di intervento, e il cammino verso la stabilità è assicurato.
Ma come la mettiamo se l'assunzione fosse fondamentalmente sbagliata? Cosa succede se l'economia non fosse destinata a raggiungere un'equilibrio stabile - uno stato analogo, nella sua fredda sterilità, al dinamismo delle molecole dell'aria in un vuoto perfetto?

A giudicare dai recenti movimenti del mercato, sembra che gli investitori siano fiduciosi nel fatto che la crisi del debito dell'eurozona sia largamente risolta.

Il salvatore è supposto essere la Banca Centrale Europea, con la sua benigna iniezione di 500 miliardi di euro di liquidità nelle banche del continente. A ben vedere, una crisi di eccessivo credito pare sia stata risolta tramite.. ancora più credito.

Chi si interessa di computer conoscerà il detto "garbage in, garbage out", usato per descrivere la vulnerabilità dei computer di processare dati in entrata senza significato e produrre output ugualmente inutili. Lo stesso motto potrebbe essere utilizzato per descrivere il moderno sistema finanziario con tutta la spazzatura che ci sta entrando.

In “The Origin of Wealth” Eric Beinhocker sostiene in modo convincente che le sciocchezze sono entrate nel campo dell'economia quando Leon Walras, dopo aver fallito come ingegnere, romanziere, giornalista e banchiere, dedicò la propria intelligenza a questa nuova entusiasmante disciplina. Beinhocker scrive:

Prior to Walras, economics was not a mathematical field. Walras and his compatriots were convinced that if the equations of differential calculus could capture the motions of planets and atoms in the universe, these same mathematical techniques could also capture the motion of human minds in the economy.

E questi modelli così erronei, inappropriati e difettosi furono estratti dal mondo della fisica e fatti incastrare in qualche modo, nel selvaggio, instabile e in gran parte imprevedibile mondo dell'economia.

Questo potrebbe essere uno degli aspetti più trascurati della crisi finanziaria: la scienza economica largamente accettata potrebbe essere inappropriata dalle fondamenta e incapace di comprendere la vera economia. E la portata delle potenziali perdite nell'economia reale dovute agli interventi in linea con quella scienza economica quasi infinita.

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